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  • Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia - Art of the duo - Valdarno Jazz
    Gatto Malvisi Mencarelli Trio
    Javier Vercher -Copyright- Luis BBLasco
  • Max De Aloe - Lorenzo Ceva Valla - Valdarno Jazz
    Ravi Coltrane - Valdarno Jazz
    Roberto Gatto - Valdarno Jazz
  • Oregon - Valdarno Jazz

23° Valdarno Jazz Winter Festival

Dal 02/02/2014 al 13/05/2014

Dal trio con Roberto Gatto a Ravi Coltrane, figlio del gigante John Coltrane: sono alcuni dei nomi del 23° Valdarno Jazz Winter Festival, kermesse jazzistica che indaga i territori del jazz e affini, ospitando i talenti internazionali e le stelle del panorama musicale contemporaneo. Diretto dal sassofonista Daniele Malvisi e dal contrabbassista Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Music Pool, Associazione Valdarno Culture e Associazione I-Jazz, la nuova edizione propone 9 appuntamenti che si svolgeranno tra il 2 febbraio e il 13 maggio in 3 comuni del Valdarno, l’Auditorium le Fornaci e il Quasi Quasi Social Cafè a Terranuova Bracciolini, il Teatro Bucci a San Giovanni Valdarno e l’Auditorium comunale a Montevarchi. Da sempre sinonimo di qualità e di legame con il territorio, il Valdarno Jazz Festival anche quest’anno rinnova la collaborazione con il tessuto sociale e con le istituzioni, che sono coinvolte a più livelli durante tutto l’anno, come per il ciclo di guide all'ascolto ‘Aspettando il festival’, appena conclusosi. Valdarno Jazz infatti vuole essere una chiave di accesso al mondo del jazz, educando, da piccoli, i fruitori del futuro.

Il programma della 23° edizione si inaugurerà domenica 2 febbraio, alle ore 17.30, presso l’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini, con il trio composto da Roberto Gatto, Daniele Malvisi e Daniele Mencarelli (produzione VJ – Valdarno Jazz). A capo dell’ensemble, ci sarà il percussionista Roberto Gatto, uno dei più importanti compositori e musicisti del panorama jazzistico internazionale (le collaborazioni vanno da Mina a Lucio Dalla, passando per Gilberto Gil, Ennio Morricone, George Coleman e Chet Baker). Sarà un evento a base di grande tecnica, interplay e amicizia, che si svilupperà sui binari della tradizione e della sperimentazione. In scaletta, standard jazz e original dei tre musicisti, più alcuni inediti.

Il secondo appuntamento sarà domenica 9 febbraio al Quasi Quasi Social Cafè di Terranuova con ‘To Bill or not to Bill’, omaggio, in prima assoluta, alla leggenda pianistica di Bill Evans del quartetto composto da Max De Aloe all’armonica, Roberto Olzer al pianoforte, Gianmarco Scaglia al contrabbasso e Giovanni Paolo Liguori alla batteria (ore 18.30 aperitivo in musica, ore 22.00 concerto). Terzo appuntamento, sabato 15 febbraio a Le Fornaci, con un altro omaggio, quello al compositore e pianista Bill Strayhorn, storico e enigmatico collaboratore di Duke Ellington, interpretato dal batterista Alessandro Fabbri e dal suo settetto, composto quasi interamente di fiati, e formato da Maurizio Giammarco al sax, Ares Tavolazzi al contrabbasso, Roberto Rossi al trombone, Alberto Serpente al corno, Fabrizio Gaudino alla tuba (ore 21.30). Sabato 22 febbraio, all'Auditorium Le Fornaci, sarà invece di scena il ‘South Connection Quartet’, viaggio nel repertorio jazz di Broadway,tra classico e original, interpretato dall’ensemble formato dal sassofonista spagnolo Javier Vercher, dal pianista Matteo Alfonso, dal contrabbassista Lorenzo Conte e dal batterista Giovanni Paolo Liguori (ore 21.30).

Il Valdarno Jazz si racconterà poi nell’appuntamento speciale ‘Art of the Duo’, incontro-concerto in cui Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, direttori artistici del festival, parleranno, insieme ad altri artisti, amici del festival, della storia e delle produzioni delle 23 edizioni del VJ, spiegandone il percorso, spesso complesso, e interpretando poi alcuni capolavori del jazz (domenica 2 marzo ore 17.30, Auditorium comunale, Montevarchi). Il sesto appuntamento si terrà domenica 9 marzo, sempre all’Auditorium comunale di Montevarchi, con Angelo Lazzeri Trio, progetto originale composto da Angelo Lazzeri alla chitarra, Daniele Mencarelli al contrabbasso, Paolo Corsi alla batteria, che interpreteranno composizioni dello stesso Lazzeri, caratterizzate da swing, improvvisazione ed un sound originale e moderno.

Venerdì 21 marzo al Teatro Bucci di San Giovanni Valdarno (Corso Italia 3, ore 21.30) si terrà invece il concerto degli Oregon, quartetto di musica jazz – e non solo – tra i più longevi del pianeta, formato da Ralph Towner alla chitarra, Paul McCandless al sax, Glen Moore al contrabbasso e al piano, Mark Walker alle percussioni. Divenuta una vera ‘cult-band’, fra le prime ad aver unito sonorità occidentali ed orientali, creando un sound unico, il gruppo presenta l’ultimo CD, ‘Family tree’, con cui festeggia i 42 anni di attività: un lavoro che ha i colori del Mediterraneo e dell'Europa e che sarà un emozionante viaggio nel loro mondo musicale.

Sarà un’altra prima esecuzione assoluta, firmata Valdarno Jazz e Le Facezie Musicali, quella che si terrà domenica 6 aprile a Le Fornaci: la classica e il jazz si incontreranno nell’evento in cui saranno interpretate ‘Le quattro stagioni di Astor Piazzolla’, con Alessandro Perpich al violino, Marta Lazzeri al violino, Paola Rubini alla viola, Niccolò Degl’Innocenti al violoncello, Gianmarco Scaglia al contrabbasso e Fabrizio Mocata al pianoforte (produzione Valdarno Culture). Tutti conoscono infatti ‘Le quattro Stagioni’, i celeberrimi concerti di Vivaldi, ma pochi quelli che conoscono la versione che l'argentino Astor Piazzolla compose 250 anni dopo. ‘Las cuatro estaciones porteñas’, lontanissime dai colori brillanti e dai leggiadri equilibri del barocco veneziano, rappresentano un mondo fatto di struggimento e di tenerezza, che palpita al ritmo del tango.

L'ultimo appuntamento del Valdarno Jazz Winter Festival sarà, martedì 13 maggio, all’Auditorum Le Fornaci di Terranuova Bracciolini, con il concerto di Ravi Coltrane: figlio del leggendario John, Ravi Coltrane si è messo in luce come uno dei giovani jazzman più ispirati, da un lato continuando la tradizione del padre e legandosi al clima del jazz degli anni '60, dall'altro perfezionando sempre di più il suo stile di fianco a coetanei e leader del jazz d'oggi quali Steve Coleman, Don Byron, Ralph Alessi. Coltrane è ottimo solista al soprano e anche quando suona il tenore ha una sonorità piuttosto lieve; nella sua musica sintetizza esperienze differenti in un jazz coinvolgente e moderno, riuscendo a fondere atmosfere liriche e fresche, momenti incalzanti e densi di passione, e le frasi brevi e secche del bop. Con lui, in quello che si preannuncia essere un appuntamento unico, ci saranno il contrabbassista Dezron Douglas, il batterista e compositore Jonathan Blake ed il pianista cubano David Virelles.

 

PROGRAMMA:

 

Domenica 2 Febbraio ore 17.30

Terranuova Bracciolini (AR)

Auditorium Le Fornaci, Via Vittorio Veneto 19

Mencarelli-Gatto-Malvisi Trio

Produzione VJ – Valdarno Jazz

Daniele Mencarelli, contrabbasso

Daniele Malvisi, sax tenore e soprano

Roberto Gatto, batteria

Intero 10 euro / 7 euro ridotto (under 26 / over 65 / soci Coop Centro Italia)


È una produzione targata Valdarno Jazz quella che inaugura la 23° edizione del festival. In programma domenica 2 febbraio all’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini il trio ‘Mencarelli – Gatto – Malvisi’, composto dal percussionista Roberto Gatto, uno dei più importanti compositori e musicisti del panorama jazzistico internazionale (le collaborazioni vanno da Mina a Lucio Dalla, passando per Gilberto Gil, Ennio Morricone, George Coleman e Chet Baker); dal sassofonista e compositore Daniele Malvisi (il cui sax collabora stabilmente con il gotha jazzistico, da William Parker, a Danilo Rea a Paolo Fresu) e dal contrabbassista Daniele Mencarelli (tra le collaborazioni, Stefano Bollani, Paolo Damiani, Franco Cerri, Bob Mintzer). Sarà un evento a base di grande tecnica, interplay e amicizia, che si svilupperà sui binari della tradizione e della sperimentazione. In scaletta, standard jazz e original dei tre musicisti, più alcuni inediti.

 

Domenica 9 Febbraio

ore 18.30 aperitivo in musica

ore 22.00 concerto

Terranuova Bracciolini (AR)

Quasi Quasi Social Cafè, via Roma n.21

To Bill or not to Bill”

Omaggio a Bill Evans

Prima assoluta

Max De Aloe, armonica

Roberto Olzer, pianoforte

Gianmarco Scaglia, contrabbasso

Giovanni Paolo Liguori, batteria

Ingresso libero

 

Un omaggio alla leggenda pianistica di Bill Evans, da parte del quartetto formato da Max De Aloe all’armonica, Roberto Olzer al pianoforte, Gianmarco Scaglia al contrabbasso e Giovanni Paolo Liguori alla batteria: è la prima assoluta del progetto ‘To Bill or not to Bill’, che sarà in programma domenica 9 febbraio al Quasi Quasi Social Cafè di Terranuova Bracciolini (via Roma 21, ore 22.00 il concerto, ore 18.30 aperitivo in musica, ingresso libero). Max De Aloe annovera nel suo curriculum prestigiose collaborazioni con musicisti del calibro di Kurt Rosenwinkel, Adam Nussbaum, Bill Carrothers, Eliot Zigmund, Mike Melillo, Don Friedman; ha all’attivo otto album come leader e una quindicina come ospite. Roberto Olzer è invece diplomato in organo al Conservatorio di Milano e in pianoforte al Conservatorio di Mantova; tra le collaborazioni più significative, ci sono quelle con Chris Collins, Paolo Tomelleri, Emilio Soana, Marcello Rosa, Bruno de Filippi, Roberto Rossi, Danilo Moccia, Asaf Sirkis, Antonella Ruggero, Andrea Dulbecco, Ramberto Ciammarughi. Gianmarco Scaglia, contrabbassista e compositore, si è formato presso la scuola di Jazz di Lorenzo Cuneo a Parma, i Seminari Senesi di Musica Jazz e il Berklee College of Music di Boston. Ha collaborato con alcuni tra i più prestigiosi musicisti italiani e americani fra i quali Skip Hadden, Paul Wertico, John Helliwell, Danilo Rea, Paolo Fresu, Franco Cerri; ha all’attivo circa 20 incisioni discografiche, di cui 4 a suo nome, tra cui, nel gennaio 2011 ‘Body and soul’, insieme a Joe Diorio e Ettore Fioravanti. Giovanni Paolo Liguori, nonostante la giovane età, vanta già collaborazioni con nomi del panorama jazzistico nazionale; nel 2009 vince una borsa di studio per Nuoro Jazz, dove si classifica come miglior batterista, entrando così a far parte del gruppo dei migliori allievi del corso, scelti da Paolo Fresu. Vince un’altra importante borsa di studio ai seminari di Siena Jazz nel 2012, per frequentare i corsi al Mittel European Jazz Accademy del 2013 a Merano Jazz. Sempre nell’estate del 2012 vince il “Tiberio Nicola Award” del Festival Jazz di La Spezia con il First Trip Quartet.


Sabato 15 Febbraio ore 21.30

Terranuova Bracciolini (AR)

Auditorium Le Fornaci, Via Vittorio Veneto, 19

Alessandro Fabbri Septet “StrayHorns”

Maurizio Giammarco, sax

Ares Tavolazzi, contrabbasso

Alessandro Fabbri, batteria

Roberto Rossi, trombone

Alberto Serpente, corno

Fabrizio Gaudino, tromba

Dario Duso, tuba

Intero 10 euro / 7 euro ridotto (under 26 / over 65 / soci Coop Centro Italia)

 

Il nuovo progetto del batterista Alessandro Fabbri si intitola ‘Strayhorns’ ed è dedicato alla figura di Billy Strayhorn, figura emblematica ed enigmatica della storia del jazz. Arrangiatore, compositore e pianista statunitense, è noto soprattutto per la sua trentennale collaborazione col compositore e direttore d'orchestra Duke Ellington, per il quale compose e orchestrò molti dei brani che resero famosa la sua orchestra. Sua è la celebre ‘Take the A train’, o ‘Lush life’, spesso erroneamente attribuite allo stesso Ellington, che lo scelse giovanissimo come arrangiatore. Strayhorns evitò con cura di stare sotto i riflettori, sia per la sua indole timida e introversa, ma anche per la sua omosessualità, particolarità non ancora accettata nello star system di allora. Il lavoro di Alessandro Fabbri si pone di fronte all’opera di Strayhorn come una riscrittura creativa a tutto tondo, un'opera matura romantica e raffinata che, ispirata da una sincera dichiarazione d’amore per la poetica di Strayhorn, evidenzia una meditazione profonda sul colore, sulle combinazioni timbriche e contrappuntistiche. Oltre a Fabbri, completano la line up il settetto, quasi completamente di fiati, composto da Maurizio Giammarco al sax, Ares Tavolazzi al contrabbasso, Roberto Rossi al trombone, Alberto Serpente al corno, Fabrizio Gaudino alla tuba.


Sabato 22 Febbraio ore 21.30

Terranuova Bracciolini (AR)

Auditorium Le Fornaci, Via Vittorio Veneto, 19

South Connection Quartet

Javier Vercher, sax

Matteo Alfonso, piano

Lorenzo Conte, contrabbasso

Giovanni Paolo Liguori, batteria

Intero 10 euro / 7 euro ridotto (under 26 / over 65 / soci Coop Centro Italia)

 

Sabato 22 febbraio, all'auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (via Vittorio Veneto 19, ore 21.30) è di scena il ‘South Connection Quartet’, viaggio espressivo che il sassofonista spagnolo Javier Vercher, il pianista Matteo Alfonso, il contrabbassista Lorenzo Conte e il batterista Giovanni Paolo Liguori intraprenderanno insieme per rileggere le proprie composizioni originali e alcuni classici del repertorio jazz di Broadway. Vercher, nato a Madrid ma cresciuto a Valencia, si è già guadagnato una buona fama sia in Europa che in Sud America, grazie a dei lunghi tour ed alle partecipazioni ai festival con diversi combo jazz. Il Village voice lo ha descritto come un ‘suonatore esuberante, pronto a farsi qualche livido per la sua arte’. Jazz man ‘dal cuore puro’, il suo approccio abbraccia sia l'avanguardia che la vecchia scuola. Emigrato da Williamsburg, Brooklyn, preferisce la suonata libera per la sua imprevedibilità e la sua intuitività, per il senso di scoperta e per il rapporto istantaneo che si viene a creare coi i colleghi suonatori. Le suggestioni sonore di questo quartetto, che si dipanano gradualmente, hanno un peso emozionale e, a volte, un palpabile senso di spiritualità. Ognuna è una storia senza parole: il punto di partenza è, spesso, la vita reale.


Domenica 2 Marzo ore 17:30

Montevarchi (AR)

Auditorium Comunale, Via Marzia

Art of the Duo – Il Valdarno Jazz si racconta

con Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia

Incontro/concerto

Ingresso libero


Il Valdarno Jazz si racconta nell’appuntamento speciale ‘Art of the Duo’, incontro-concerto in cui Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, direttori artistici del festival, parleranno della storia e delle produzioni delle 23 edizioni del VJ, raccontando il percorso, spesso complesso, attraverso il quale una realtà locale si è affermata come punto di riferimento musicale nazionale. Festival che fin dai suoi inizi si è radicato sul territorio non solo attraverso l’organizzazione di concerti ed eventi musicali, il Valdarno Jazz si è sempre distinto per la propria vocazione ad essere un contenitore interattivo dove il territorio potesse esprimersi e riconoscersi attraverso delle vere e proprie produzioni musicali e non, che dal Valdarno potessero essere diffuse ed esportate in contesti differenti da quelli in cui sono state realizzate. Nel corso di quasi un ventennio, l’associazione ha infatti realizzato una consistente produzione, non solo discografica ma anche pittorica, fotografica e documentaristica, cercando in ogni occasione di gettare ponti tra diverse realtà culturali del territorio. Si racconterà il percorso attraverso le parole, l’ascolto dei cd che sono stati prodotti (da Gabin, all’omaggio a Carla Bley, a Puccini Moods), le immagini i video e anche l’esecuzione dal vivo della musica che in questo territorio è nata per diventare patrimonio comune. Parteciperanno all'incontro i vari artisti che nel corso degli anni si sono resi artefici della crescita del VJ.


Domenica 9 Marzo ore 17:30

Montevarchi (AR)

Auditorium Comunale, Via Marzia

Angelo Lazzeri Trio

Angelo Lazzeri, chitarra

Daniele Mencarelli, contrabbasso

Paolo Corsi, batteria

Ingresso 7 euro intero / 5 euro ridotto

 

Il trio di Angelo Lazzeri (Angelo Lazzeri – chitarra, Daniele Mencarelli – contrabbasso, Paolo Corsi – batteria) offrirà uno spettacolo di jazz a tutto tondo su composizioni dello stesso Lazzeri: swing, improvvisazione, cantabilità, modernità ed un sound originale. Nonostante sia un gruppo di recente formazione, questi tre musicisti si frequentano infatti musicalmente almeno da una quindicina d’anni, cosa che si riflette nel loro concerto, che sarà a base di interplay e fiducia reciproca. La formazione si è già esibita in diversi club e rassegne, come Umbria Jazz Winter 2011 e Nuoro Jazz 2011 e nello stesso anno ha pubblicato il disco ‘Pipelettes’ per la Dodicilune Dischi.


Venerdì 21 Marzo ore 21.30

San Giovanni Valdarno (AR)

Teatro Bucci, Corso Italia, 3

Oregon

Ralph Towner, chitarra

Paul McCandless, sax

Glen Moore, contrabbasso, piano

Mark Walker, percussioni

In collaborazione con Music Pool

Ingresso 18 euro / 16 euro ridotto (under 26 / over 65 / soci Arci / soci COOP)

Informazioni 055 240397, prevendite on line www.eventimusicpool.it, altre prevendite: www.ticketone.it – Circuito Regionale Box Office tel. 055/210804 www.boxol.it.

 

Un appuntamento atteso, quello che si terrà venerdì 21 marzo al Teatro Bucci di San Giovanni Valdarno (Corso Italia 3, ore 21.30): è il concerto degli Oregon, quartetto di musica jazz – e non solo –, tra i più longevi del pianeta, formato da Ralph Towner alla chitarra, Paul McCandless al sax, Glen Moore al contrabbasso e al piano, Mark Walker alle percussioni. Divenuta una vera ‘cult-band’, fra le prime ad aver mischiato sonorità occidentali ed orientali, creando per tale via un sound realmente unico, con il loro ultimo CD ‘Family tree’ gli Oregon festeggiano i 42 anni di attività con un lavoro dedicato alla più ampia famiglia di musicisti, operatori, produttori che li hanno sostenuti ed incoraggiati nel far crescere un proprio linguaggio musicale. Un lavoro che ha i colori del Mediterraneo e dell'Europa, un emozionante viaggio nel loro mondo musicale.

Ad oltre 40 anni dall'inizio dell'attività, gli Oregon suonano regolarmente nei maggiori club e festival jazz (da Montreux a Newport), ma portano il loro stile speciale anche ai pubblici delle celebri sale da concerto classiche (dalla Carnegie Hall alla Philharmonie di Berlino). Il nucleo degli Oregon è stato creato nel 1960 da Towner e Moore, negli anni 70 la formazione del quartetto comprendeva Collin Walcott al sitar e alla tabla, e l'oboista McCandless: si impongono all'attenzione per la loro unica sintesi di strumentazione classica europea, tessitura jazz americana, influenze etniche dal mondo. Scomparso Collin Walcott gli Oregon si sciolsero per ricostituirsi nel 1987 per registrare Ecotopia (l'ultimo album con la ECM) con un nuovo percussionista, Trilok Gurtu, che rimase fino al 1993 per essere poi sostituito da Mark Walker, col quale gli Oregon cominciarono a suonare un jazz più convenzionale a partire dall'album Northwest Passage del 1996. Nel 2001 il gruppo si recò a Mosca per registrare con la Moscow Tchaikovsky Orchestra. L'album ebbe quattro nomine al Grammy Award. Seguirono, poi, altri dischi Live at Yoshi's (2002), Prime (2005), The Glide (1 track, solo per Itunes) (2005), Vanguard Visionaries (2007), 1000 Kilometers (2007) e In Stride (2010).


Domenica 6 Aprile ore 21:15

Terranuova Bracciolini (AR)

Auditorium Le Fornaci, Via Vittorio Veneto 19

Valdarno Jazz & Le Facezie Musicali

presentano

Le Quattro Stagioni di Astor Piazzolla

Alessandro Perpich, violino

Marta Lazzeri, violino

Paola Rubini, viola

Niccolò Degl'Innocenti, violoncello

Gianmarco Scaglia, contrabbasso

Fabrizio Mocata, pianoforte

Prima esecuzione assoluta, produzione Valdarno Culture

Intero 10 euro / 7 euro ridotto (under 26 / over 65 / soci Coop Centro Italia)

 

È una prima esecuzione assoluta, firmata Valdarno Jazz e Le Facezie Musicali, quella che si terrà domenica 6 aprile a Le Fornaci: la classica e il jazz si incontreranno nell’evento in cui saranno interpretate ‘Le quattro stagioni di Astor Piazzolla’, produzione targata Valdarno Culture, con Alessandro Perpich al violino, Marta Lazzeri al violino, Paola Rubini alla viola, Niccolò Degl’Innocenti al violoncello, Gianmarco Scaglia al contrabbasso e Fabrizio Mocata al pianoforte. Tutti conoscono ‘Le quattro Stagioni’, i celeberrimi concerti di Vivaldi. Ben pochi invece sono quelli che conoscono la versione che l' argentino Astor Piazzolla compose 250 anni dopo. «Las cuatro estaciones porteñas» (cioè di Buenos Aires), lontanissime dai colori brillanti e dai leggiadri equilibri del barocco veneziano, rappresentano un mondo fatto di struggimento e di tenerezza, che palpita al ritmo del tango. Perché per questo compositore nato nel 1921 a Mar del Plata, la vita e le sue stagioni si muovono a ritmo di danza. Ora con lentezza cullante, ora col brio di un locale notturno, emergono le luci e i suoni di un mondo lontano. 


Martedì 13 Maggio 21.30

Terranuova Bracciolini (AR)

Auditorium Le Fornaci, Via Vittorio Veneto 19

Ravi Coltrane Quartet

Ravi Coltrane, sax

David Virelles, tastiere e piano

Dezron Douglas, contrabbasso

Jonathan Blake, batteria

In collaborazione con Music Pool

Ingresso 18 euro / 16 euro ridotto (under 26 / over 65 / soci Arci / soci COOP)

Informazioni 055 240397, prevendite on line www.eventimusicpool.it, altre prevendite: www.ticketone.it – Circuito Regionale Box Office tel. 055/210804 www.boxol.it.

 

L'ultimo appuntamento del Winter Festival sarà, martedì 13 maggio all’Auditorum Le Fornaci di Terranuova Bracciolini, quello con Ravi Coltrane, figlio del leggendario John, tra i massimi esponenti mondiali di questo genere musicale (ore 21.30). Ravi Coltrane si è messo in luce come uno dei giovani jazzman più ispirati, da un lato continuando la tradizione del padre e legandosi al clima del jazz degli anni '60, dall'altro perfezionando sempre di più il suo stile di fianco a coetanei e leader del jazz d'oggi quali Steve Coleman, Don Byron, Ralph Alessi. Coltrane è ottimo solista al soprano e anche quando suona il tenore ha una sonorità piuttosto lieve. Nella sua musica il giovane Coltrane sintetizza esperienze differenti in un jazz coinvolgente, moderno e palpitante, riuscendo a fondere atmosfere liriche e fresche, momenti incalzanti e densi di passione, e le frasi brevi e secche del bop. Lo accompagnano in questo tour il contrabbassista Dezron Douglas (compositore, insegnante e direttore d'orchestra, si è affermato come musicista, rispettato non solo per il suo talento, ma anche per la sua dedizione e per l'autenticità della musica), il batterista e compositore Jonathan Blake (senza pari tra i giovani batteristi per la chiarezza del suo battito e l’incisività del suo swing), ed il pianista cubano David Virelles (con una storia musicale tra la tradizione cubana ed il jazz).

Nato a Long Island nel 1965, Ravi Coltrane è il secondo figlio di John e Alice Coltrane. Suo padre morì quando Ravi aveva solo due anni. Alice, un famosa compositrice e pianista, lo ha cresciuto sulla West Coast ed è stato un importante modello per il giovane sassofonista. Il ritorno ad est a New York permise a Coltrane di affermarsi come leader alla metà degli anni '90, e da allora ha pubblicato diversi album: Moving Pictures (1998), From The Round Box (2000), Mad 6 (2002), In Flux (2005), e Blending Times (2009). Ha inoltre continuato ad apparire come sideman di personaggi del calibro di McCoy Tyner, Jack DeJohnette, Jeff 'Tain' Watts. Il suo ultimo lavoro ‘Spirit Fiction’, è l'album disco di debutto di Coltrane per la Blue Note Records, un lavoro composto da 11 tracce e caratterizzato da differenti lineup con una propria particolare espressività.

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VALDARNO JAZZ WINTER FESTIVAL

Infoline: 339 4762352 / 335 6919900

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