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Speciali

Quintana Cybea

La Quintana Cybea: radici storiche

Le occasioni di festa a Massa nel XVI sec. erano frequenti; numerose sono le testimonianze di alcuni aspetti della vita e del costume della città che sono state tramandate nelle cronache di vari personaggi illustri, della nostra terra, fra i quali Guaspar Venturini (1528–1600), uomo d’ arme e cortigiano della Massa Cybea, e Tommaso Anniboni, un agiato borghese.
Proprio loro ci dicono che: “…si correva lancie, al anello, alla quintana”.
Una giostra all’ anello si svolse per la prima volta il 10 giugno 1557 in occasione della posa della prima pietra per la costruzione della Massa Nova o Cybea ad opera del Marchese Alberico I Cybo Malaspina.
Vi fu anche una corsa di cavalli berberi senza fantino per le strade della città e uno spettacolo di “botti scoppiettanti”, con l’ uso di polvere da sparo, che si svolse nella piazza antistante il Palazzo di Alberico.
La Mattina del 10 giugno 1557 i Marchesi, i dignitari e il popolo raggiunsero la Pieve di San Pietro in Bagnara dove venne officiata una liturgia solenne con musica e canti.
Dopo la cerimonia religiosa si formò una processione:
“…ci erano quaranta preti et venti frati, et le monache, li fanciulli et le fanciulle con un brucellato rotondo al braccio di libbre due l’ uno, largo che se lo mettevano al collo, quale li donò il Marchese.”
E la cronaca del tempo recita:”…eraci otto croce et sei gonfaloni, quattro di Massa et due di Carrara, con dodici Palii, quali tutti si tirorno il giorno…”.
Il Corteo passava tra due fitte ali di gente che agitava mazzi di fiori di campo, e tutti raggiunsero poi la località dove si sarebbe svolta la cerimonia della posa della prima pietra delle mura di Massa.
Così ancora recita la cronaca: “…miso una pietra di marmo iscritta el nome del marchese et il millesimo si fece bella oratione et benedicendo il locho, el marchese mise una pietra de marmo biancho lunga uno palmo et scritta Albericho tertio Cibbo Malaspina, l’ altra la mise la marchesa et eravi iscripto Isabetta della Rovere, la terza pietra con Alderano suo figliolo dilecto…”
Guaspar Venturini ancora ci dice “… piantono la prima pietra nella piatta forma che guardava il mare, mettendo ne li fondamenti medaglie in oro et argento, pietre preziose con pietre iscritte, in memoria del principio del baluardo”.
Dopo la cerimonia si diede inizio ad un sontuoso banchetto; e dopo aver mangiato e bevuto il Marchese dispose la disputa di una corsa di cavalli barberi senza cavaliere e poi di una giostra all’ anello.
Una cronaca del tempo narra:
“…uno se ne corse i fanciulli…dai dodici anni in giù, l’ altro da venti sino a trenta alla lotta ciovvè alle braccia et poi si passò quello de li cavalli…”.
E così i cavalieri, che erano i giovani figli della nobiltà massese, si cimentarono sino all’ imbrunire per conquistare l’ ambito Palio:
“…et durò sino alle sette a correre col cavallo al anello, et fu grande lotta…”.
Il giovane Marchese Alberico I Cybo Malaspina decretò che quel giorno rimanesse famoso nella storia di Massa e che ogni hanno si organizzino feste, libagioni, tornei cavallereschi, a ricordo di questo importante giorno “che ogni anno si abbi a festare”.
Altre tracce documentarie sulla Quintana risalgono al 1563.
Dopo la morte di Elisabetta della Rovere, Alberico convola in seconde nozze con la Marchesa Donna Isabella di Capua, in cui onore si fecero feste a cavallo e all’ anello.
Lo storico Venturini racconta ancora che nella Massa di quei tempi (1575) erano tanti i divertimenti e conferma, in questa sua importantissima dichiarazione, che:
“Et tutte le feste si correva lancie, al anello, alla quintana…”

Quintana Cybea: l’antica giostra oggi

Sulle radici storiche e sulla tradizione del canto epico–cavalleresco dei “Maggi”, antica tradizione della terra apuana, l’ Associazione “Ducato di Massa”, sorta per il recupero delle tradizioni storico–culturali e di spettacoli, organizza ogni anno una serie di manifestazioni in costume rinascimentale. Il 1° sabato di agosto di ogni anno si tiene a Massa.
“La Quintana Cybea”: cinque cavalieri giostranti in rappresentanza dei 5 Borghi che compongono la città si sfidano in gare di abilità e destrezza per la conquista del Palio.
Il Palio rappresenta il premio per il Borgo vincitore:
si tratta di un drappo rettangolare, dipinto ogni anno da un noto artista della Città di Massa, che sarà consegnato dalle autorità storiche e civili.
A rendere indimenticabile la Quintana Cybea è il Corteo Storico in costume, con abiti della metà del XVI sec. con stoffe in velluto, damasco e broccato; un lento ed elegante “serpentone” composto da damigelle e cavalieri dalle corazze fiammanti.
Al rullare dei tamburi e al suono delle chiarine, la sfilata si dipana per la città vecchia fino a raggiungere il “Campo dei Giochi”, dove avverrà la tenzone.
La Rievocazione Storica ha inizio il venerdì che precede la gara di sabato quando presso la Cattedrale di S. Francesco e S. Pietro, ha luogo la “Messa Solenne della Quintana” officiata dal Vescovo della città, durante la quale vengono offerti 5 ceri con i colori dei borghi e viene benedetto il Palio.
Al termine della solenne celebrazione ha luogo la benedizione dei cavalli e cavalieri giostranti che si sfideranno nella gara cavalleresca del giorno dopo.
Il sabato, con concentramento in zona Camponelli, parte il Corteo Storico composto da circa 600 figuranti che raggiunge il Campo della tenzone nel quale fra una manche e l’ altra si esibiscono musici e sbandieratori.
Al termine della gara si ricompone il corteo storico che raggiunge Piazza degli Aranci.
Il giorno seguente nella storica Piazza Mercurio ha luogo la suggestiva ed animata “Cena del Palio”, alla quale partecipano le massime autorità civili e religiose della città nonché i personaggi in costume d’ epoca della Quintana Cybea.
La piazza assume un aspetto rinascimentale: sotto un cielo stellato illuminato dalla luce delle fiaccole e delle candele viene allestito un grande banchetto all’ aperto a cui partecipano tutti, turisti e borghigiani.
In questa sera di festa per la città, il Borgo vincitore riceverà l’ ambito Palio più il Piatto della Quintana che porterà nella sua sede per costituire un “futuro” museo del Borgo.
Gli altri piatti che hanno partecipato al concorso andranno ad arricchire il patrimonio del Ducato per poi costituire un futuro “Museo delle arti rinascimentali” presso la Chiesa del Carmine.
La cena è animata da artisti di strada. La festa si conclude poi in Piazza degli Aranci con spettacoli di animazione e fuochi pirotecnici.
La Quintana Cybea fa parte di diritto della:
F.I.G.S.: "Federazione Italiana dei Giochi Storici", "Fédération Européenne des Fêtes et Manifestation Historique", "Comitato Toscano Rievocazioni Storiche"a cui accedono esclusivamente manifestazioni che abbiano una loro rigida documentazione storica.

 

I Borghi

Compagnia dei Balestrieri: le radici storiche.
Dalla Vicaria di Lucca alla Dinastia Malaspiniana

La Compagnia Balestrieri del Ducato di Massa, ricostituitasi nel dicembre 2000, ha memoria storica. Le prime testimonianze della presenza di tali armati si ritrovano in un documento risalente al 1381 (sec.XIV), quando Massa era una Vicaria* di Lucca (Vicaria di Massa Lunense).
In esso si attesta che nel castello di Massa prestavano servizio 200 armati:
“In Vicaria Masse homines CC”.
Tra questi armati molto alto era il numero dei balestrieri:
“De Vicaria Masse Balistarii LXX”; ben settanta balestrieri nella Vicaria di Massa.
I dati statistici sopra esposti sono il risultato di un censimento condotto nel 1381.
Esiste un altro documento, sempre del 1381, facente parte di un libro particolare, quello del Vicario di Massa di Lunigiana in un periodo fondamentale della Repubblica di Lucca, meglio dire del comune e del popolo di Lucca. Lo scritto è composto in Massa nella sede del tribunale, sito al banco del diritto criminale, posto sotto la loggia del tribunale nell’ attuale Piazza Mercurio, sede dell’ antico Mercatale.
Nel documento si parla di balestrieri indigeni, inquadrati in compagnie, che venivano multati perché non avevano l’ armamento in ordine (bracciali, corazza, verrettoni, ecc…).
Le origini del corpo dei balestrieri massesi affondano nel trecento, in pieno tardo medioevo.
Un altro documento interessantissimo fa riferimento al 1442 (sec. XV), quando i
“Boni Homines Curiales” di Massa, su sollecitazione dei fiorentini, con voto libero giurano fedeltà al marchese Antonio Alberico Malaspina del ramo dello “Spino Fiorito”, Signore di Fosdinovo e cittadino di Firenze, che diviene così il signore di Massa: “cum roccha et fortilizio dicte terre Masse”.
Questo scritto del periodo malaspiniano fa riferimento ancora a numerosi balestrieri presenti nel castello di Massa.
Anche nel XVI sec. la balestra nel territorio massese era ancora ben utilizzata, soprattutto la manesca, nonostante ormai il largo utilizzo della polvere da sparo e degli archibugi. Interessante è rileggere un antico bando, voluto dall’allora marchese Alberico I Cybo Malaspina, emanato a difese delle facciate dipinte dei palazzi della “Massa Picta”, cioè la Massa dipinta, costume messo in uso dal marchese Alberico in base al quale le facciate dei palazzi signorili della città dovevano esternamente essere abbelliti con affreschi e graffiti.
Così recitava il Bando: “Ordino che no vi sia persona alcuna di che stato, grado et condizione si sia, che ordisca et in qualunque modo presuma ne con mani, ne con balestre archibugi, o in altro modo tirare sassi, terra, palle et qualunque altra mata che imbratta, guasta et offende nelle case depinte che sono in strata Guerra. Chi trasgredisce multa di scudi quattro per ciascuna volta”. Lo stemma araldico dei Malaspina dello “Spino Fiorito” è divenuto simbolo ufficiale della Compagnia Balestrieri di Massa. Il periodo storico, esteso anche nei costumi e nelle armi, fa riferimento al 1442. Questa la descrizione dell’ arma gentilizia dei Malaspina: “scudo sannita troncato di giallo oro e di rosso allo spino fiorito d’ argento di cinque pezzi al naturale attraversante il palo sormontato da corona marchionale”.
Motto dei Malaspina, ripreso dalla compagnia, è il seguente: “SUM MALA SPINA MALIS, SUM BONA SPINA BONIS” “Sono una spina pungente per i cattivi, e una spina che non punge per i buoni”. Santo Patrono della Compagnia, che è anche patrono della Città di Massa, è San Francisci Assisiensis (San Francesco d’ Assisi).

Gruppo Arcieri Storici

Nel 1398 nel castello di Massa “Erano vi” molti armati, circa 300, una parte dei quali ancora operavano come Balestrieri ed altri come Arcieri “Sagittarius”. L’arco, arma antichissima, già usata dai cacciatori dell’età paleolitica e diffusissima nelle sue varie forme, fu largamente impiegata in tutte le epoche.
Vi erano arcieri a cavallo che avevano l’ armatura più leggera degli uomini d’arme.
L’ associazione Ducato di Massa ha inserito nella propria organizzazione un gruppo
di arcieri, in memoria storica della loro presenza e dell’ appoggio dato (1000 uomini armati) a Firenze nella lotta contro Siena. Il Gruppo Arcieri Storici utilizzano nelle gare rigorosamente l ‘arco storico.

Gruppo di Danza Rinascimentale

Fa parte dell’ organizzazione anche un Gruppo di Danza Rinascimentale composto da ragazze guidate da una professionista. I corsi sono completamente gratuiti e seguono le regole della danza rinascimentale con movimento lento, moderato o allegro.
Il passamezzo, danza lenta di origine italiana, è un ritmo più vivace e di indole meno compassata. Il gruppo danza sulle musiche del più famoso “Maestro di Ballare” delle corti italiane di quei tempi: Cesare Negri. La danza rinascimentale è sempre stata presente alla corte dei Cybo-Malaspina in solenni manifestazioni e in grandi occasioni a Palazzo Ducale.

Musici

Il Gruppo dei Musici del Ducato di Massa è composto da tamburi in legno e da strumenti a fiato. Il tamburo usato fin dall’ antichità accompagnava gli eserciti e serviva non solo come elemento di marcia ma anche per impartire la cadenza del passo, per dare segnali stabiliti per le varie operazioni e per infondere incitamento alle truppe in movimento.
Il gruppo del Ducato di Massa è guidato da un esperto istruttore, ripetendo quelli che erano i ritmi del periodo rinascimentale. I corsi organizzati dall’ associazione, completamente gratuiti, si svolgono in una palestra attrezzata.

Alfieri Storici

Gli Alfieri Storici, modernamente chiamati Sbandieratori, accompagnano i musici portando il vessillo del ducato; questo è costituito al centro da un aquila bicipite (per il titolo di Principi del Sacro Romano Impero dato dall’ Imperatore alla casata dei Cybo–Malaspina) che sorregge nei suoi artigli il castello Malaspina.
Gli Sbandieratori del Ducato arricchiscono la presenza dei Musici e si attengono
scrupolosamente alle regole del vessillifero rinascimentale e sono abilissimi
nei giochi di bandiera.

I Cavalieri

Sono l'asse portante della Quintana Cybea.
Ciascuno di loro difende i colori dei borghi cittadini; vengono investiti del loro mandato in suggestive cerimonie in stile rinascimentale nelle varie realtà del territorio comunale, per tutto il mese che precede la giostra.
I Cavalieri vengono scelti in tutta italia dai Borghi interessati, oppure gli stessi cavalieri possono fare domanda ai borghi per partecipare alla gara.
L'arma del Cavaliere di giostra è la lancia lignea e gli anelli sono il tesoro da conquistare per la vittoria del Palio.
I Cavalieri vestono abiti del '500 e durante la corsa indossano un elmo rigorosamente celato; il cavallo indossa invece una gualdrappa in tessuto lavorato. Entrambi vestono con i colori del proprio Borgo.

Il Cavaliere, una volta raccolti tutti gli anelli con la propria lancia in "resta", termina la sua corsa davanti alla giuria dove lascia cadere in terra tutti gli anelli che è riuscito ad infilare nella lancia.
In seguito si passa quindi a raccoglierli e mostrarli alla giuria ed al pubblico, come prova della loro "conquista" da parte del Cavaliere.
I Cavalieri vengono presentati alla città e benedetti nel corso della messa solenne, ufficiata dal Vescovo nel giorno che precede la giostra.
La sera seguente entrano nel campo dei giochi inseriti nel corteo storico, ognuno con il proprio Borgo. Al termine della sfida il cavaliere vincente, insieme al proprio Borgo, precede il corteo storico.
Tutti i cavalieri che intendessero partecipare alla gara possono iscriversi anche attraverso il sito tramite il pusante "ADESIONI".

http://www.quintanacybea.it

 

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